'A Livella (Made in Torre del Greco) |
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| Affarando |
| Venerdì 16 Aprile 2010 15:45 |
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Ma quale uguaglianza. Gli esseri umani non sono uguali nè in vita nè in morte. La dimosrazione l'ho avuta ieri, al cimitero di Torre del Greco. Premetto, non ci avevo mai messo piede. Non perchè non abbia lì qualcuno a cui ho voluto bene, ma perchè credo poco nella commemorazione dei defunti.
Una volta abbandonata la vita si è anime, che mi rappresenta chiudere il corpo di una persona in un pezzo di marmo per poi piangerci su. Se proprio voglio ricordarla per bene quella persona, preferisco farlo durante una chiacchierata con chi l'ha conosciuta veramente. Le tombe, per me, sono nient'altro che un simbolo che serve alla gente a ricordare chi non c'è più. Sarebbe la stessa cosa piangere dinanzi ad un bastone di legno, o un filo di ferro, o una bottiglia di plastica. E invece no! La tomba deve essere di marmo purissimo! Magari con una bella fotona sopra, una scritta in oro massiccio, una decina di mazzi di fiori sempre freschi ed un nutrito numero di lumini elettrici sempre accesi. Consumismo, anche sui morti! Il problema è che la gente ci crede. Come se valesse la regola che più si spende, più il morto riposa in pace. Come se non contasse cosa hai fatto in vita, ma dove riposi da morto!!! E su questa assurda convinzione ci marciano in tanti. Un esempio per tutti. Il comune di Torre del Greco (Ancora? E beh, si! Ma come, sempre il Comune? E che ci posso fare, non è mica colpa mia...). Stavolta a far(mi) parlare non è solo la tassa sui loculi, o i resti umani in grande mostra, o le tombe profanate. A quello ci hanno già pensato le Iene (e prima ancora le tv locali, ma nessuno le aveva sentite). Stavolta a far(mi) parlare è uno dei complessi nicchiari del camposanto torrese, il più celebre e antico, a detta del direttore del cimitero. Uno spazio molto ben mantenuto, circondato da piccole cappelle fedelmente custodite nel tempo e da poco rinnovato dall'amministrazione comunale. Una piccola bomboniera, ma pur sempre un cimitero! Passandoci, non ho potuto fare a meno di notare che tutte le tombe erano uguali. Tutte stranamente nuove, in marmo bianco, con lumino in ottone posto sopra e nome, cognome e foto del defunto ben visibile. "Belle vero? Le abbiamo fatte fare noi" spiega il direttore del cimitero "per mantenere un pò d'ordine e dare maggiore bellezza ad una delle aree più antiche del camposanto" Beh, un bel lavoro, sarà costato molto al Comune, "No niente - continua "la volpe" - lo hanno pagato i familiari dei defunti. Ognuno per il suo loculo" Un attimo. Fermi tutti. Che c'entrano i familiari dei defunti in uno spazio comunale? Forse hanno proposto loro al Comune di sistemare la zona? "No, - conclude "la volpe" - siamo stati noi del Comune a dire che questo ero uno spazio troppo antico e prezioso per non avere un tale ordine. Qui tutte le tombe avevano una lapide propria, una diversa dall'altra. Ci sembrava antiestetico e abbiamo deciso il cambiamento. Abbiamo avvertito i familiari della cosa e, chi non voleva allinearsi, poteva spostare il proprio caro da un'altra parte. Ma quasi tutti alla fine hanno deciso di cambiare lapide, e così..." E così chi non si adattava veniva sbattuto fuori dal complesso nicchiario. Chi non cacciava i soldi vedeva la tomba del proprio familiare dissotterrata dalla sera alla mattina e portata chissà dove, in un'altra parte del cimitero. E tutto solo per uno schiribizzo del Comune. Insomma, una minaccia composta, ma sempre una minaccia! Purtroppo, c'è di più. La storia delle lapidi tutte uguali potrebbe essere presto riproposta in altri complessi nicchiari storici. Ma mai possibile che nel 2010 anche tra i morti ci deve essere differenza? Mentre borbotto col cameraman di questa cosa, due donne che avevano sentito la discussione tra me e il direttore mi fermano: "Uagliò, qui esistono morti di serie A e di serie B. La parte alta del cimitero, quella vicino all'ingresso, è stata sempre la più curata, la più pulita. La parte bassa, invece, è quella più scassata, più sporca. Dice tu...è cosa chesta?" No che non è cosa. Ma Totò, a sta gente, non ha proprio insegnato niente? Condividi questa pagina sui tuoi Social Network preferiti |





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