12 Luglio |
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| Affarando |
| Lunedì 12 Luglio 2010 18:56 |
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Immaginate di aver appena aperto gli occhi. E' mattina. Le sei, per la precisione. Fa caldo perchè è estate. Siamo a luglio. Immaginate di alzarvi dal letto con un grosso mal di testa e la voglia di vestirvi per partire. Gli occhi si aprono a malapena, e la voce non c'è. La notte appena trascorsa è stata la più bella della vostra vita di 18enne. Avete sofferto, urlato, saltato di gioia. Ed ora vi sentite re o regina del Mondo. E in realtà, per volere del santo pallone, lo siete appena diventati. Prendete la valigia, e scendete le scale del palazzo a fatica. Raggiungete i vostri amici. Sono più fatti di voi, ma fieri di quello che sono: italiani! Non vi parlate tanto, perchè privi di voce. La notte prima avete corso assieme mezzi nudi per la città. Ora lo ricordate, e i sorrisi si sprecano. Siete in tre, come sempre. Come sarà sempre. Ora immaginate di salire a bordo di un pullman. Prima di farlo, pensate che uno dei vostri amici spari una cazzata confondendo la parola "destino" con "dinastia". Gliela perdonate, la nottata si fa sentire. Siete su quel pullman. Vi girate attorno e vedete solo facce orgogliose. Hanno tutti vissuto la stessa esperienza la notte prima. Arrivate a destinazione, e comincia la vostra vacanza. Vi divertite come mai, sognando che questa estate possa durare per sempre. Una sera scendete e andate al bar. I soldi in tasca, la testa a perdere e la voglia di non limitarsi. Cominciate a bere un drink dopo l'altro. Tutta roba pesante! Confondete i camerieri non accorgendovi che sono due e sono gemelli! Fate amicizia con un cane randagio (Aids!). Ora immaginate di guardare negli occhi i vostri amici. E' notte fonda, e l'idea di dormire in spiaggia, con il mare che vi accarezza i piedi, vi attrae non poco. Immaginate di non fidarvi della lucidità di chi guida l'auto che dovrebbe riportarvi a casa. Ci salite comunque, e pregate Dio che la casa non sia poi così lontana. Immaginate di arrivare salvi, e di scoprire di essere voi quello poco lucido! Non sentite più il corpo. Non vi rispondono i muscoli. A poco a poco abbandonate lentamente la realtà, mentre chi vi è al fianco vi prende a schiaffi e vi innaffia con acqua gelida. Sarà che va come deve andare, immaginate di superare la notte. Dovete dare una spiegazione plausibile su cosa sia successo. Immaginate di incolpare un MELONE! Vi pare folle? Provate a pensare che nello stesso istante, a qualche chilometro di distanza, ad una persona a voi nota, sta accadendo precisamente la stessa cosa. Chi tenta di aiutarlo, chiede invano delucidazioni sul "gelato" (questa la capiranno in pochissimi). Vi sembra una storia inventata? Credete a ciò che più vi piace. Ma se capitasse anche a voi, credetemi, vi rendereste conto che, dopo tutto, la più grande ubriacatura dell'intero racconto avviene all'inizio, e non alla fine.
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