Bello e brutto |
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| Affarando |
| Sabato 01 Ottobre 2011 09:29 |
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E' stranamente più facile parlare di qualcosa di brutto. Scusate se dopo un pò di tempo torno a scrivere sul blog, vomitando d'impatto un pensiero non certo allegro. Ma occupo questo spazio per scrivere la mia visione delle cose, e questo è quanto. E' più facile parlare di qualcosa di brutto. Strano a dirsi, ma è così. Ed è anche più facile fingere di stare male. Far finta di essere tristi. Recitare una parte drammatica. La parte peggiore di noi stessi e, incredibilmente, quella che riusciamo a tirare fuori meglio. Ci ho pensato a lungo in questi giorni. Ed ogni atteggiamento di persone che incontravo sui miei passi, mi dava una spinta in più verso il concepimento della ragione. "Com'è strano" mi sono detto. Vedevo colleghi scrivere in pochi minuti pagine intere di cronaca nera, di episodi di criminalità, di sciagure. E poi fermarsi quasi rimbecilliti dinanzi ad un pezzo da scrivere con leggerezza; restare spiazzati nel cercare una battuta satirica da inserire nel pezzo. Ho pensato al carattere di ognuna di quelle singole persone. A come sia facile fingere di essere disperato e pieno di problemi. Nessuno capisce se sei veramente sciagurato. Ma se fingi di stare bene ed azzardi un sorriso fasullo... beh, non inganni nessuno bellezza! Ho pensato a Totò, che diceva che un comico può fare l'attore drammatico, ma un attore drammatico non potrà mai diventare comico. Ho pensato a quante volte la gente, me compreso, racconta storie tristi e i problemi della sua esistenza. A quante volte si raccontano episodi felici. E a quanta percentuale di differenza ci sia tra le prime e le seconde, e alla durata delle stesse. Se la vita ti regala un figlio, lo racconti in due parole. Se cadi per strada e ti sbucci il ginocchio, ti vai lamentando per giorni. Due apsetti completamente opposti, e di importanza spropositatamente differente. Eppure quello più triste e stupido ha più spazio nella nostra vita di quello felice e straodinario. Io racconto vicende tristi. Per la maggior parte del tempo, è il mio lavoro. Sono parte della causa, e me ne rendo oggi conto. La gente è triste per quello che sente attorno a se. E' un riflesso condizionato dai racconti. Ma, durante la giornata, nella bacheca di un social network lascio una frase stupida su un argomento serio. E' il mio modo per dire al mondo che serve un pò di spazio per il sorriso. Personalmente, come tutti, ho incontrato persone e vissuto momenti che molto spesso il sorriso me lo hanno tolto. Ma questo non è un buon motivo per fare del "brutto" uno stile di vita. Condividi questa pagina sui tuoi Social Network preferiti |





Commenti
Caro sasà, ricordati che quando vuoi dorridere, puoi sempre chiamarmi e farti due risate con me..ahahahahaah..
Ciao bello! Kawabomgaaaa!!!