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Il blog di Affari Torresi dedicato all'arte in tutte le sue forme. |
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| Affari d' Arte |
Ascolta un consiglio anche quando non lo vuoi
il consiglio ti trasforma
se non per te, lo fa per noi
e poi ti aiuta a salvaguardare ogni atto umano da ogni sua forma.
Sogno della notte del 16 agosto 2010
In una piazza. Mi trovavo in una piazza.
Non ricordo con chi stessi, ricordo che stavo discutendo con una persona, con un amico o con mia madre… non ricordo bene, ma non è importante questo dettaglio.
D’improvviso, nel pieno della discussione, mentre sto per concludere la frase con una parolaccia, ecco spuntare nello stesso istante una ragazza che proprio in quello stesso momento stava uscendo da una salumeria. Comincia a ridere e tra sé a voce appena udibile conclude la mia parolaccia.
Vedendola mi sono arrestato di botto, poi, non ho potuto far altro che seguirla. Ovunque ella andava.
L’ho seguita, poi mi sono avvicinato, lei mi ha guardato. Sorrideva. Ho sorriso anch’io. Mi sono presentato. Anche lei. Poi siamo scoppiati insieme in una grassa risata e ci siamo stretti la mano, così per tutto il tragitto. Ci siamo tenuti in questo modo per diversi minuti; fino a quando son siamo arrivati ad una rampa di scale di un palazzo che non conoscevo.
Aabbiamo impiegato un’eternità nel salire quelle scale.
Inizialmente camminavamo insieme, poi, dopo un po’, ad ogni rampa scendevano due/tre persone a blocchi, che trasportavano un enorme e pesante scatolone, forse per un qualche trasloco, non ci ho mai pensato.
Ad un certo punto, era talmente diventato poco lo spazio che fui costretto ad abbassarmi su per gli scalini e camminare a gattoni, così fino a quando non fossi sopraggiunto in casa (in casa di chi poi… bah?). La ragazza invece, essendo più piccola di me superava con più facilità i trasportatori.
Non ricordo cosa successe in quella casa quando poi vi entrammo. Ricordo, vagamente, solo un paio di situazioni. In primis le tante persone che vivevano in quel casino di casa e che sembravano conoscermi in quell’immensità di abitazione. Un altro fatto che rammento alquanto bene riguarda la ragazza che ad ogni minuto che passava sembrava sempre più tornare indietro nel tempo e diventare bambina allontanandosi sempre più da me, soprattutto fisicamente. Già mi mancava la ragazzina che avevo conosciuto qualche minuto prima fuori dalla salumeria in un momento così perfetto e naturale.
Invece svanì nel nulla.
Fine
Dedicato a tutte le donne. Ci fate sognare anche nei momenti più difficili, anche quando siamo assenti e voi fate di tutto per spronarci. Grazie di esistere.
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Un dolce ricordo.
Lo ricordo come se fosse stato ieri.
Mi trovavo col mio amico Antonello, eravamo in procinto di mangiarci una bella pizza; ci siamo, andiamo, ecco…
Ecco che, proprio mentre ci stiamo incamminando verso la pizzeria, ti vedo da lontano, con la tua andatura tranquilla. Ci vediamo, ci salutiamo, ti dico: Che fai stasera, ci sei adesso per una pizza? E tu: Ma si, va, perché no!
Aspettiamo insieme il nostro amico Antonello intenzionato a salutare la ragazza, e nel frattempo mi domandi che cos’era quel blocchetto che mi spuntava dal braccio. Niente, son dei disegni, ti rispondo. Posso vederli? Come no?! Ti dico.
Sono belli… uuh, guarda, Freddie!
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Ed è vero, è proprio strano
il destino d’un passante un po’ stancato
che vien visto, a maggior parte, come un vero ciarlatano
questo è proprio massacrante, per’l suo animo attaccato.
Attaccato a questa vita, si capisce
che lambisce come lama, come un velo… e bisce,
bisce nel pensiero di chi tratta così un vero
di chi torna sulle sue, per non farsi più illusioni per non essere severo
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DISCORSO A TRE VOCI
Le voci di dentro
È davvero strana la vita, come si fa a dire il contrario.
Ascolti un essere vivente, lo senti, lo capisci, lo senti tuo, davvero tuo, poi quando sembra tutta una favola, il tempo, l’interesse e l’attrazione, come per dis-incanto svanisce; d’improvviso.
Tu ci parli con quest’essere, vorresti sapere il perché di tutte quelle belle cose ma soprattutto il perché di quello che viene dopo. Ma perché…
Perché l’uomo dev’essere sempre attaccato a qualcosa, ad un filo sottilissimo che non si spezza mai; voglio che si spezzi quello stramaledetto filo… No, non è possibile.
Non si può spezzare, forse si forma apposta quel filo, per far credere ad ogni essere vivente che la vita è una storia meravigliosa e che davvero tutto è legato a quel filo. Eh lo so, tu mi dirai: Ma perché dici queste cose, hai avuto una delusione? No, no, che delusione, nessuna my delusion, anzi, magari… se fosse stato così avrei avuto l’animo in pace, ma non è così. Il gioco è finito ancor prima di cominciare.
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Se unissimo le personalità geniali di Walt Disney e di Salvador Dalì, per i quali nutro qualcosa più dell’ammirazione, cosa mai si verrebbe a creare?
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