CONSIGLI PER GLI ACQUISTI N°4 - LA "NOSTRA" PASQUA: STORIA, SAPORI E TRADIZIONI CULINARIE |
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| Consigli per gli acquisti |
| Mercoledì 20 Aprile 2011 08:17 |
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Qualcuno griderà all'"anatema" leggendo questo post. Sia perchè dopo mesi è finalmente cambiato il CONSIGLI PER GLI ACQUISTI. Sia perchè parliamo di Pasqua senza dare nemmeno una minima citazione al significato religioso dell'evento. Risposta degli autori: tenetevi le vostre religioni, che noi ce tenimm o magnà! Il mangiare nostro, s'intende. Non i coniglietti (e qui sono stato tentato di chiamarlo CONIGLI PER GLI ACQUISTI, in vista di Pasqua) o degli ovetti di cioccolato. Detto questo, la storia può cominciare... STORIA DEL CASATIELLO E DELLA PASTIERA (Salvatore Formisano) A guardarli bene è difficile capire cosa siano realmente. Il primo è un oggetto storpio e non ben definito. La seconda sembra una torta venuta male, col suo colore marroncino e le sue bende chiare. In realtà sono due tra i piatti più saporiti e storici della cucina napoletana: il casatiello e la pastiera. Prendiamo il primo: il casatiello. Ma prendiamone poco, perché è di una pesantezza proverbiale. Tant'è che, col genio napoletano, lo si usa pure come appellativo. “I’ che casatiello!” si dice a Napoli, parlando di una persona pesante e noiosa. Noioso il casatiello, nel senso di piatto, non è per nulla. Anzi, mangiarlo con le mani mette addosso una sensazione di allegria e libertà. Il termine casatiello deriva da “caso”, che in dialetto napoletano vuol dire formaggio, e allude alla cospicua presenza al suo interno di formaggio (per lo più pecorino!!!, anche se la gente abbonda di tutto, semipiccante, piccante, emmenthal, ...) Come e dove siano nato, è impossibile da capire. Tant'è che ne esistono infinite varianti, addirittura regionali, locali e familiari. Si sà che è comunemente legato alla tradizione cristiana, ma anche questo resta un punto interrogativo. Difatti nel casatiello, ci sono ingredienti e gusti prettamente legati ai riti pagani. Tra questi proprio il pecorino, che viene fatto dal latte di pecora, di cui si nutre l'agnello. Agnello animale simbolo della cultura pagana, sacrificato proprio in riti primaverili. Strano anche l'utilizzo dei cigoli, o ciccioli, fatti dal grasso del maiale, anche questo animale sacrificato dai pagani in primavera. Infine, è bene distinguere il casatiello da un suo gemello: il tortano. I due sono praticamente uguali, con la stessa forma e fatti degli stessi ingredienti. Hanno anche lo stesso sapore. Ma, badate bene, il casatiello ha un particolare in più, inconfondibile. Le uova sode le porta dentro e fuori. Il tortano all'esterno non ce l'ha!!! E' cosa risaputa, però, che il tortano sia ancora più antico del casatiello. Quindi lo stesso non è altro che un evoluzione del primo, probabilmente fatta da qualche fornaio a cui erano avanzare le uova Prendiamo ora il secondo piatto: la pastiera. Qui ne possiamo prendere un poco in più. Ma senza esagerare, altrimenti il diabete si lamenta! Sulla pastiera la storia è ben più precisa. E', difatti, un dolce che appartiene alle feste pagane, durante le quali le sacerdotesse di Cerere portavano in processione l'uovo, simbolo di vita nascente. Per il grano o il farro, misto alla morbida crema di ricotta, potrebbe derivare dal pane di farro delle nozze romane, dette appunto " confarratio ". Un'altra ipotesi la fa risalire alle focacce rituali che si diffusero all'epoca di Costantino il Grande, derivate dall'offerta di latte e miele, che i catecumeni ricevevano nella sacra notte di Pasqua al termine della cerimonia battesimale. Nell'attuale versione, fu inventata probabilmente nella pace segreta di un monastero dimenticato napoletano. Un'ignota suora volle che in quel dolce, simbologia della Resurrezione, si unisse il profumo dei fiori dell'arancio del giardino conventuale. Alla bianca ricotta mescolò una manciata di grano, che, sepolto nella bruna terra, germoglia e risorge splendente come oro, aggiunse poi le uova, simbolo di nuova vita, l'acqua di mille fiori odorosa come la prima vera, il cedro e le aromatiche spezie venute dall'Asia. La pastiera diventa famosa in un momento ben preciso. Si racconta che Maria Teresa D'Austria, consorte del re Ferdinando II° di Borbone, soprannominata dai soldati "la Regina che non sorride mai", cedendo alle insistenze del marito buontempone, famoso per la sua ghiottoneria, accondiscese ad assaggiare una fetta di Pastiera e non poté far a meno di sorridere, compiaciuta alla bonaria canzonatura del Re che sottolineava la sua evidente soddisfazione, nel gustare la specialità napoletana. Pare che a questo punto il Re esclamasse: "Per far sorridere mia moglie ci voleva la Pastiera, ora dovrò aspettare la prossima Pasqua per vederla sorridere di nuovo". Ecco una poesiola napoletana su quell'evento: STORIA DELLA PASTIERA IN RIMA A Napule regnava Ferdinando Ca passava e' jurnate zompettiando; Mentr' invece a' mugliera, 'Onna Teresa, Steva sempe arraggiata. A' faccia appesa O' musso luongo, nun redeva maje, Comm'avess passate tanta guaje. Nù bellu juorno Amelia, a' cammeriera Le dicette: "Maestà, chest'è a' Pastiera. Piace e' femmene, all'uommene e e'creature: Uova, ricotta, grano, e acqua re ciure, 'Mpastata insieme o' zucchero e a' farina A può purtà nnanz o'Rre: e pur' a Rigina". Maria Teresa facett a' faccia brutta: Mastecanno, riceva: "E' o'Paraviso!" E le scappava pure o' pizz'a riso. Allora o' Rre dicette: "E che marina! Pe fa ridere a tte, ce vò a Pastiera? Moglie mia, vien'accà, damme n'abbraccio! Chistu dolce te piace? E mò c'o saccio Ordino al cuoco che, a partir d'adesso, Stà Pastiera la faccia un pò più spesso. Nun solo a Pasca, che altrimenti è un danno; pe te fà ridere adda passà n'at' anno!" Un'ultima nota prima di lasciarvi a cose più importanti. Per scelta storica, la pastiera va confezionata con un certo anticipo, non oltre il Giovedì o il Venerdì Santo, per dare agio a tutti gli aromi di cui è intrisa di bene amaIgamarsi in un unico e inconfondibile sapore. Appositi "ruoti" di ferro stagnato sono destinati a contenere la pastiera, che in essi viene venduta e anche servita, poiché è assai fragile e a sformarla si rischia di spappolarla irrimediabilmente. Oggi ne esistono di due varianti...di grano e di pasta. Ma questo ve lo spiegheranno gli altri.... BUONA PASQUA A TAVOLA --------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------- Ah Pasqua Pasqua, (di Alessio Esposito Langella) Pasqua mia, ogni piatto è un così sia… Un attimo di storia… La Pasqua è la principale festività del "Tortano" (o Casatiello per i comuni volgari mortali). Essa celebra la resurrezione del Casatiello stesso, che, secondo lo Scrittore, è avvenuta nel terzo giorno successivo alla sua morte in forno. La data della Pasqua, variabile di anno in anno secondo i cicli pasquettali, determina anche la cadenza di altre celebrazioni e tempi liturgici, come lquella per a Pastiera di pasta e la Pastiera di grano. La Pasqua cristiana deriva, e per certi aspetti dipende, dall’Uovo di cioccolato...
Dopo questo simpatico “effetto” o preambolo, vi vorrei proporre, in tutta la mia poca serietà che mi è rimasta, una piccola variante o meglio, un suggerimento per quanto concerne la tipologia di bevande che andranno ad accompagnare i nostri cari idoli nei giorni a seguire, ‘o casatiello e ‘a pastiera in primis, oltrecchè una rapida spiegazione su un dolce che in questo periodo mi piace molto gustare: il casatiello dolce. Eccomi a voi.. Di fronte ad un pranzo importante come quello Pasquale, non possiamo non avere sulla tavola i vini da abbinare. La primavera è già arrivata e con essa anche qualche nuova annata, specie di vini bianchi, potrà accompagnare le nostre pietanze. I protagonisti in tavola saranno come sempre le uova, simbolo pasquale, con tutte le preparazioni ad esse correlate, ma anche le primizie di stagione, specie verdure e insalate, da accompagnare a piatti di carne. Per tutte le pietanze a base di uova, soprattutto per le frittate e le torte salate abbiamo bisogno di vini bianchi mediterranei, di buona struttura capaci di esaltare anche i piatti più saporiti. Saranno invece i bianchi più leggeri, non troppo corposi, ma profumati e piacevoli a far la loro parte con le verdure. Infine i rossi non possono mancare con le carni. Le tantissime preparazioni eseguite con i secondi, quindi i piatti di carne, ci faranno optare per dei rossi più freschi e giovani per le cotture più semplici, al forno, senza troppi ingredienti, mentre si opterà per dei rossi di corpo e struttura per le ricette dove sono presenti più ingredienti, le cotture sono più elaborate e, allo stesso tempo, i piatti saranno più saporiti e succulenti. Ecco qualche proposta:
Alla fine anche una buona bottiglia dell'onorevole Sig. Umberto è preferibile o consigliabile, 'nsomma va bene lo stesso..con tutto il rispetto per questi fantastici vini. Vorrei però parlare di un piatto, o meglio, di un dolce a me molto caro visto che lo ha sempre fatto mio padre che lo tramanda dai tempi di sua madre e quindi mia nonna: il casatiello dolce o dolce della nonna per l’appunto. Distogliete l’attenzione dal titolo però, perché è una pietanza prettamente pasquale, difatti, anche se può essere considerato un dolce per tutte le stagioni (e le occasioni..sluurp..), accompagnato a pastiere di grano e di pasta è, quanto di più indicato possa esserci, soprattutto fra qualche giorno. E poi la mattina seguente alla Pasqua immerso nel latte è quasi meglio del suo alterego pandoro natalizio essendo più secco e composito… (mmmm...già m'immagino il prossimo lunedì mattina, marò..sbav..). La preparazione di questo “dessert d'occasione” è molto semplice e la caratteristica principale è il bianco d’uovo che si lascia sopra di esso alla fine del trattamento e che si fa “asciugare” egregiamente in forno subito dopo una spruzzata di palline e confettini di zucchero colorati. Una felice Pasqua a tutti allora, e, come sempre, mi raccomando..la salute innanzitutto..(soprattutto prima di domenica!).. Ciao! -------------------------------------------------------------------------------------------------------------------- ALCUNE RICETTE PASQUALI (ANTONINO SAVINO) FRITTATATONA DI CIPOLLE,BUCATINI E SPECK ALL'ANTONINO. Condividi questa pagina sui tuoi Social Network preferiti |






Commenti
Ahahahah mi hai fatto morire quando hai scritto: "tenetevi le vostre religioni che noi ci tenimm 'o magnà!"..uahuahuah grande..buona pasqua a tutti!
cmq ragà devo dirvi la verità ....è un pò troppo lunghetto...per me i lettori non arriveranno mai alle mie ricette....
a stento arriveranno ai consigli di Ale...
ps. Ale non credevo che ti fossi dato al "Somelieramentos"..., non credevo avessi assaporato e provato tutte queste case vinicole e i relativi vitigni nelgi ultimi tempi....
cercherò di trovarne qualcuna...
anche se da quando bevo il vino biologico senza conservanti del padre di Vale...ho cambiato gusti rispetto ai vini commerciali per la maggior parte riempiti di solfiti e quant'altro...
RAGà CMQ FINALMENTE DOPO + DI 1200 VISITE è CAMBIATO IL POST, ORA QUALSIASI COSA ANDAVA BENE ...NUN SE PUTEV CHIù VERè...
ANCHE SE RINGRAZIEREI TUTTI I VISITATORI
QUEL POST è ENTRATO NELLA AFFARI TORRESI HISTORY'S HIT
Ahahah, comunque apparte gli scherzi, anche la mia era una provocazione..è fatto di proposito, non ho assaggiato neanche uno dei vini che ho elencato, anzi, a dir la verità ne ho eliminati alcuni (ho preso spunto dal web) sennò veniva un papiello di roba..
Perciò alla fine ho aggiunto: " meglio quello dell'onorevole Sig. Umberto"..
cmq per la precisione il vino fatto in casa è un conto , quello biologico ne è un altro...
guarda che anche tanti contadini mettono nel proprio vino i solfiti e altri conservanti ...pochissimi non mettono proprio nulla ....
dovresti chiedere al sign. Umberto per sfizio ....
AI CRISTIANI E NON .....
ALLA FINE ( non voglio fa u 'prevet spugliat ..dato che una chiesa non mi vede da oltre un anno)non possiamo esimerci dal significato religioso della Pasqua....
ma senza esser troppo bigotti o Pezuochi...
ognuno deve ascoltare dentro di se la propria religione...
quindi .... l'augurio che mi sento di farvi ....
è proprio quello di poter SEMPRE RISORGERE
(dalle ceneri o da altre situazioni negative)
A NUOVA VITA...
UN SALUTO....
cmq grandissimo articolo come sempre e...viva i CONIGLI PER GLI ACQUISTI!