Fuori Orario
C. Majakovskij nel Teatro degli orrori(per soli appassionati di poesia,toni di voce ed espressività) |
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| Fuori Orario |
| Sabato 10 Luglio 2010 17:52 |
Buon pomeriggio. L'altro giorno,ascoltando vagamente un pò di alternative rock italiano o scenario indipendente o noise o come qualdir si voglia....mi sono imbattuto in una versione cantata di una stupenda e famosissima poesia di V.Majakovskij "All'amato me stesso". E,non tanto per la la canzone,nè per la musica....la mia mente è rimasta attratta da un qualcosa...un qualcosa che non riuscivo a ricordare,a concepire...Ma poi ad un tratto mi son rinsavito e allora ho capito...era IL TONO DI VOCE DEL FRONTMAN del Teatro degli orrori(un gruppo che vi presenterò nella mia prossima rubrica musicale)che,incredulamente e con verosimiglianza simpatica,mi ha ricordato quella di un altro personaggio..singolare e caro,ma anche tanto criticato(a volte giustamente a mio avviso)dello scenario teatrale italiano.......ma vi invito a scoprirlo da soli...buon ascolto...All'amato me stessoQuattro. Pesanti come un colpo.
"A Cesare quel che è di Cesare, a Dio quel che è di Dio". Ma uno come me dove potrà ficcarsi? Dove mi si è apprestata una tana? S'io fossi piccolo come il grande oceano, mi leverei sulla punta dei piedi delle onde con l'alta marea, accarezzando la luna. Dove trovare un'amata uguale a me? Angusto sarebbe il cielo per contenerla! O s'io fossi povero come un miliardario.. Che cos'è il denaro per l'anima? Un ladro insaziabile s'annida in essa: all'orda sfrenata di tutti i miei desideri non basta l'oro di tutte le Californie! S'io fossi balbuziente come Dante o Petrarca... Accendere l'anima per una sola, ordinarle coi versi... Struggersi in cenere. E le parole e il mio amore sarebbero un arco di trionfo: pomposamente senza lasciar traccia vi passerebbero sotto le amanti di tutti i secoli. O s'io fossi silenzioso, umil tuono... Gemerei stringendo con un brivido l'intrepido eremo della terra... Seguiterò a squarciagola con la mia voce immensa. Le comete torceranno le braccia fiammeggianti, gettandosi a capofitto dalla malinconia. Coi raggi degli occhi rosicchierei le notti s'io fossi appannato come il sole... Che bisogno ho io d'abbeverare col mio splendore il grembo dimagrato della terra? Passerò trascinando il mio enorme amore in quale notte delirante e malaticcia? Da quali Golia fui concepito così grande, e così inutile? Ps.In ricordo di vecchie "grandi abbuffate","Salomè" e "Riccardo III"
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Commenti
Sperando che il codice vada ! Perdonate la qualità, non emulerà mai nemmeno un briciolo di quanto sono da vicino.