Chi siamo? |
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| Pensieri Sparsi |
| Giovedì 25 Marzo 2010 13:04 |
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Oggi è una giornata di merda e quindi l'ho voluta rendere ancor più di merda, ponendomi una domanda scomoda su quella stirpe gloriosa di cui faccio parte: chi siamo? Domanda lecita. Di sicuro non scontata. Strana... Sicuro. Se fosse ancora tra noi quel genio di Fellini e avessi il sommo privilegio di portarlo da queste parti, sono sicuro abbandonerebbe il suo metodo di rappresentazione onirica e grottesca della (non) realtà.
Si renderebbe conto di quanto qui le cose siano assurde, di quanto i suoi personaggi squinternati se posti nei sobborghi torresi o vesuviani si ritroverebbero circondati di altri della stessa pasta. Se non ancora più paradossali e carnascialeschi. Da una parte puoi trovare persone che hanno il loro orologio biologico (e non) fermo agli anni sessanta, i ruggenti anni di Happy Days, con i capelloni cotonati alla Elvis, le basettone sessantottine e quel fare mesto di chi sa di vivere un'epoca sbagliata. Dall'altra puoi trovare pittoreschi personaggini, figli della generazione Gomorra, con il cellulare che secerne canzoni neomelodichealessioeraffaelloammormì a tutto volume, cantandole come se fosse al matrimonio di qualche figlio di camorrista, andato a vivere in Germania per riciclare le sue banconote insanguinate del sangue di brava gente e che adesso torna e fa il giro di piazza Dante in Ferrari, come si addice ad un gran signore col padre che rutta e scoreggia al ricevimento con soli 100000 invitati perchè di più al S. Paolo non entravano. Con la faccia rossa di lampade infernali, il capello stile piramide d'Egitto e una terribile confusione sulla grammatica italiana (si veda la confusione fra “c” e “g”, i verbi transitivi e intransitivi e apertura chilometrica di vocali soprattutto ad inizio frase). Una peculiarità su tutte: il baffetto. Non troppo stretto, né troppo largo. Spesso, nei più giovani, un ammasso di peli pubici applicati al di sopra del cavo orale. Scarponi da trekking, meglio se scamosciati, mentre di sera i più raffinati si concedono il mocassino. Su questo mi nascondo dietro al no comment. Però è quando si entra nel particolare quotidiano che accade il meglio. Ad esempio quando, recatomi al parco per una corsetta, mi ritrovo col custode che alle 19:30 richiede di lasciare la “tenuta”(male) sostenendo la seguente tesi: “Teng famm uagliù'”. Oppure quando un povero podista amatoriale come me, giunto proprio a quel fatidico orario si prodiga in 2 (due) giri a perdifiato e poi si riaccomoda sulla sella del motorino per ritornare a casa dopo la fatica immane sostenuta. Per non parlare dei mezzi a due ruote che infestano le strade di Napoli e provincia. Il credo di questi centauri da strapazzo è “chi si ferma è perduto”. E lo rispettano alla lettera!! Difatti la regole della strada intimano l'autovettura che marcia nella sua bella corsia di viaggiare a fil di marciapiede (spesso occupato da scooteroni) poiché l'individuo sopra descritto deve sorpassare col suo SH bianco perlato il cosiddetto “pulmandino” abusivo che sta facendo scendere la vecchietta leggermente in sovrappeso (102 Kg per 145 cm) da quel trampolino che hanno al posto della discesa per i passeggeri, che a sua volta si è fermato in doppia fila poiché la signora voleva essere lasciata nella “girata”. Nello stesso tempo il cuore si ferma a causa di un dosso, l'ennesimo, piazzato per far diminuire la popolazione torrese in evidente sovrannumero tramite infarti (lo scossone è rilevante) e gli effetti delle bestemmie lanciate nei confronti delle autovetture che transitano a passo d'uomo, magari per non rovinare la raggiante Fiat Uno immatricolata solo 13 anni fa. Ma questa è solo la punta di un iceberg, profondissimo e che nasconde tutte le innumerevoli qualità che ci distinguono, nel bene e nel male, dal resto dell'umanità. Se non l'avete capito: mi volevo un sfogare!!! Condividi questa pagina sui tuoi Social Network preferiti |





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